Bilancio 2020

Bilancio (non delle competenze per una volta ahah) 2020

L’anno 2020 sta per concludersi e quindi è tempo, giustamente, di fare il bilancio di com’è andato. Per me è stato un anno molto positivo (già sorrido nello scrivere questa parola, della quale la percezione comune è variata così profondamente in ognuno di noi!) e sentivo l’esigenza di condividere con voi le mie riflessioni. Se vorrete potrete lasciarmi il vostro pensiero a fine articolo.

Ho scoperto di avere un corpo

Non uno strumento biologicamente utile che mi serve per rimanere sulla terra. Per quanto a livello razionale mi ripetessi il contrario, di fatto lo trattavo come se fosse solo questo; per tale motivazione, probabilmente, si stava ammalando. Mi stava chiedendo udienza, cercava in ogni modo di farmi presente che il mio stile di vita mi stava facendo male. Ora che ho compreso davvero cosa vuole dire rispettare il proprio corpo, posso finalmente impostare la mia quotidianità in modo tale da rispettare ogni parte di me, da quella psichica a quella fisica.

Questa consapevolezza mi è arrivata dopo un percorso (ovviamente all’inizio) sia fisico che filosofico: per questo ringrazio l’arte marziale tradizionale giapponese Aikido, l’Aikishintaiso, i miei studi in comunicazione e in filosofia, l’osteopatia. Dietro a queste discipline ovviamente vi sono delle persone, che non smetterò mai di ringraziare per l’avermi permesso di scoprire i limiti che mi ponevo da sola.

Ho scoperto che si può fare a meno dell’odio

Non lo avrei mai creduto possibile. Seriamente, anche perché in un certo senso è bello e gratificante poter puntare il dito contro un nemico al quale attribuire l’origine e quindi la responsabilità dei propri problemi. E quindi è possibile non odiare. Come? Bella domanda, è una cosa che sinceramente mi è capitata, anche se, ovviamente, non si tratta di un evento accidentale, ma di una ‘conquista’ giunta inaspettatamente lungo il percorso che vi ho menzionato poc’anzi. L’Aikido, per esempio, mi ha insegnato che i limiti di ciascuno di noi hanno un’origine decisamente più profonda rispetto a quella che ci potremmo immaginare noi, mi ha mostrato quanto sia sbagliato giudicare l’altro, perché ogni aspetto di noi deriva da una storia probabilmente travagliata e sofferta che richiede soltanto di essere rispettata. Nel momento in cui questa consapevolezza ha attecchito in me, non sono più riuscita a odiare l’altro. E non è stato facile, perché ero ben attaccata a quell’odio, mi dava perfino senso. Era bello e rinfrancante poter dire: “è colpa sua e lo odio per questo.” 

In questo modo, senza volerlo, ho disinnescato i miei due grandi odii: quello per mio padre e quello per le persone in generale. Mi ricordo ancora quando è accaduto, circa a Luglio: per la prima volta, pensando a mio padre, non ho provato rancore. Mi sono invece sentita smarrita, poiché quell’odio era lì da una ventina di anni e ci ero affezionata. Sticazzi! Come si fa in una situazione del genere? Improvvisamente, senza volerlo, ti ritrovi un vuoto di quelle dimensioni: l’odio se n’era andato lasciando un vuoto da riempire… con cosa? Mica facile trovare la risposta, anche perché è una cosa che ti mette in discussione tutto, anche l’identità. L’odio, come tutto, ti conferisce senso, e immagino che sia anche per questo che ci si attacchi così disperatamente. E quindi? Amare? Io dovrei amare questa umanità così debole, così imperfetta, così boh? Brutta? Io che mi sono sempre definita misantropa? Figo dire che si è misantropi, in qualche modo ci si pone sopra gli altri, no? Ci si sente superiori. E poi va di moda: se San Francesco avesse avuto una pagina facebook nel 2020 probabilmente non sarebbe arrivato nemmeno a 1000 followers, perché è l’odio a spammare di brutto. Amare non è di moda, non alza le visualizzazioni, non porta likes. Però… ti fa stare molto bene e ti porta a instaurare rapporti di qualità. E che cos’è la nostra vita se non una bella somma di rapporti umani di qualità? Dai, allora ne vale la pena 🙂

E così, alla fine, senza rendertene conto, un giorno ti svegli e i nemici intorno a te sono scomparsi. E scopri che i nemici erano nella tua versione della realtà, nella tua rappresentazione, e che puoi scegliere ogni giorno di vivere in un campo di battaglia o in un giardino fiorito nel quale, al più, cresce ogni tanto dell’erbaccia.

Ho realizzato uno dei miei sogni: pubblicare Nuda errante.

Uno dei miei sogni, perché la mia lista si aggiorna di continuo, ne ho tantissimi. Nuda errante arriva dopo 9 anni di duro lavoro durante i quali ho davvero sudato le proverbiali 19 camicie (erano così tante vero? 😀 ). Anche qui mi sento di ringraziare un sacco di persone. (Vedete? Per quanto io non abbia creduto nelle persone per un sacco di tempo, fortunatamente invece ho incontrato tantissime persone che in me hanno creduto, e devo anche a loro il fatto di essere arrivata dove mi trovo adesso).  

Ho scoperto che lavoro voglio fare ‘da grande’: il life coach. 

Ci ho messo un bel po’ di tempo, me ne rendo conto, ma adesso sento che tutto coincide. Qualcuno direbbe che ho trovato la mia mission, auguro a tutti di riuscirci. Non è facile, sono la prima a dirlo, ci ho messo una cosa come 29 anni per arrivarci e l’utilizzo di diversi gastroprotettori, ma ora lo so.

 

Tutta questa positività, ovviamente, giunge al termine di un percorso lastricato di cadute, sfide, paure (certamente ancora presenti) e acidità di stomaco, ma siccome ho imparato che lamentarsi non porta davvero a nulla, non ho proprio voglia di parlarne.

Auguro a tutti un Buon Natale! 

Un pensiero riguardo “Bilancio 2020

  • Dicembre 26, 2020 in 10:04 am
    Permalink

    Brava Sara! Se levi l’odio, la rabbia per il passato e la paura, la preoccupazione per il futuro, scopri di essere pieno d’amore. Non va di moda. Peccato. Perché è una gran bella cosa, una figata!
    Ogni coscienza si sveglia quando è il suo momento e sinceramente 29 anni non sono tanti se misurati in consapevolezza 😁, molto felice per te!
    ….quindi buon 2021!

    Risposta

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