Come cambierà il lavoro!

Articolo pubblicato sul mensile UCT – Uomo Città Territorio – N°532 numero di Maggio 2020

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Due mesi sono trascorsi da quando l’emergenza CoronaVirus è stata dichiarata pandemia e in Italia abbiamo iniziato a vivere secondo le disposizioni restrittive della quarantena. Abbiamo visto limitare progressivamente le nostre libertà individuali, abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini, ci siamo resi conto che da un momento all’altro le nostre certezze possono tranquillamente incrinarsi per imporci grandi cambiamenti. L’arrivo del Covid-19 in Italia ha contribuito a mostrarci i punti deboli della nostra società portando al pettine quei nodi che, formatisi nel corso di decenni, attendevano probabilmente una situazione come questa per esplodere.

I settori che hanno maggiormente catalizzato la nostra attenzione sono stati fin da subito due: la sanità, distinta tra pubblica e privata, e il mondo del lavoro, profondamente interconnesso con l’economia.

Ora possiamo iniziare a tirare le somme di quello che è successo e com’è stato gestito da chi aveva la possibilità di cambiare le cose grazie ad una prospettiva privilegiata. Per fare ciò abbiamo pensato di intervistare Gianni Quatera, Amministratore Delegato di During Spa, Agenzia per il lavoro, e Vice Presidente di Assosomm, Associazione Italiana delle Agenzie per il lavoro.


Nell’eterno dibattito tra idea di “Impiego fisso” e flessibilità lavorativa, come si collocano le agenzie per il lavoro e quale scenario si prospetta per il periodo post Covid-19?

“La globalizzazione, l’implementazione degli strumenti tecnologici avvenuta negli ultimi decenni e la continua oscillazione dei mercati hanno costretto le imprese nel corso degli ultimi 20 anni a sviluppare nuove modalità di organizzazione del lavoro e della produzione, basate principalmente sulla capacità di adattarsi ai cambiamenti repentini del mercato di riferimento. In questo la somministrazione del lavoro da sempre ha svolto un ruolo fondamentale per la regolazione delle necessità aziendali. Spesso a questa caratteristica è stata data erroneamente un’accezione negativa, assimilando la somministrazione a modelli poco rispettosi dei diritti dei singoli lavoratori. Dico erroneamente, dal momento che il lavoratore somministrato assunto dalle agenzie per il lavoro autorizzate dal Ministero, ha parità di trattamento e stessi diritti di un lavoratore assunto direttamente presso la stessa azienda.

Il Covid-19 ha completamente stravolto ogni singolo modello esistente nel mondo del lavoro e ci siamo ritrovati a gestire assieme alle aziende delle dinamiche di emergenza, trovando soluzioni immediate, concrete, sicure e adattabili alle nuove necessità in un contesto che non è più soltanto nazionale, ma addirittura mondiale. Flessibilità, elasticità e versatilità sono diventate le parole chiave del successo, dove per successo oggi intendo purtroppo la sopravvivenza dell’azienda.”

Cosa si devono aspettare i lavoratori?

“Pensiamo alle persone che purtroppo alla fine di questa lunga quarantena si troveranno senza lavoro, saranno centinaia di migliaia. Le agenzie per il lavoro come sempre adempiranno a un ruolo addirittura sociale, raccogliendo le candidature e le diverse esigenze dei disoccupati. Per questo motivo è importante che le persone sappiano che non sono sole in questo momento di crisi, ma ci sono dei professionisti che si adoperano per facilitare il più possibile il loro reinserimento. Partendo dall’esempio della nostra realtà concreta, ci siamo attivati per continuare ad assistere i disoccupati anche a “porte chiuse”. Siamo stati i primi a muoverci rivoluzionando e stravolgendo quello che fino alla settimana prima era il nostro modo di lavorare, dato che il contatto umano per noi è ancora fondamentale. Abbiamo fatto in modo che la distanza di sicurezza per motivi sanitari non allontanasse le persone, evitando che si sentissero abbandonate. Parlando dei colloqui di lavoro, grazie agli strumenti messi a disposizione dalla rete continuiamo ad organizzarli tra aziende e lavoratori per consentire loro di “incontrarsi”, di non fermarsi; attraverso le chat-live siamo vicini ai nostri lavoratori e continuiamo a dar loro assistenza, dal recupero di un semplice cedolino alla CU.”


Quali sono i settori in questo periodo maggiormente in difficoltà?

“Sicuramente quello sanitario, per ovvi motivi, seguito dal settore turistico e poi quello metalmeccanico, anche se è davvero difficile generalizzare, perché la crisi ha colpito davvero tutti. Tornando al ruolo sociale accennato prima, oggi stiamo seguendo su tutto il territorio nazionale centinaia di strutture sanitarie, case di cura, ospedali e cliniche in forte difficoltà, dal momento che necessitano di personale specializzato per l’emergenza Covid-19. Nella gravità del periodo è stato bello constatare che abbiamo 50 filiali in tutta Italia che lavorano insieme per cercare nel minor tempo possibile di aiutare le strutture sanitarie al collasso a causa dei ritmi che sono costretti a mantenere. Molti dei nostri clienti hanno convertito poi la produzione storica adattandosi alle nuove urgenze e riprogrammando la produzione per fornire al mercato mascherine, disinfettanti, divise monouso… tante le richieste anche per le aziende che fanno parte della filiera dell’industria alimentare o del settore informatico, per le quali abbiamo implementato l’opportunità di lavorare in smart working.”

Che cosa si aspetta dal futuro?

“Sono sicuramente ottimista. Ho potuto assistere da un posto privilegiato lo scoppio dell’emergenza, osservandone gli sviluppi in Italia e all’estero. Vediamo tutti i giorni come si evolve da noi e nel mondo, per cui sono fiducioso che come sempre andremo avanti e supereremo la crisi. Guardando alla nostra realtà aziendale, ho potuto ammirare i colleghi pugliesi aiutare quelli lombardi e viceversa, il personale impiegato nelle nostre filiali ha reagito spontaneamente con questo spirito e quindi sono convinto, contrariamente a quello che farebbe probabilmente chiunque altro al mio posto, che riusciremo perfino a migliorare.”

Un messaggio di grande conforto e speranza in un momento in cui sembra che il nostro paese abbia imboccato una strada difficile dalla destinazione incerta. Ringraziamo Gianni Quatera per averci fornito il suo punto di vista in qualità di professionista del mercato del lavoro. Non sarà facile, ma grazie alla collaborazione di tutti riusciremo ad uscirne!

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