Introduzione allo Gnosticismo

Esistono due tipi di fedeli: quello attivo si pone in maniera critica nei confronti dei dogmi religiosi e, dopo averli messi in discussione, o li accetta consapevolmente oppure li abbandona. Quello passivo, invece, abituato a credere ciecamente a quanto gli viene insegnato dall’autorità vigente, trascorrerà il tempo a percorrere la strada già tracciata dagli altri nel bene e nel male. Far parte dell’uno o dell’altro schieramento, assieme ad altre interessanti caratteristiche psicologiche, determinerà il vostro credo di appartenenza. Faccio un esempio: se siete una persona dotata di una moralità di poco spessore, altalenante, e volete essere dispensati dall’aver una coscienza critica, probabilmente diventerete gesuiti. Di converso, se siete seriamente interessati a quanto vi può trasmettere la religione e siete altresì pronti a farvi plasmare la vita da lei, allora potreste decidere di fare il salto di qualità e guardarvi intorno. Per questo motivo oggi vi voglio proporre qualcosa di cui probabilmente non avete mai sentito parlare: lo Gnosticismo.

Questo illustre sconosciuto si situa nel solco di quei sistemi di pensiero che ricercano la Verità, ovvero Dio, senza pretendere di definirlo una volta per tutte. Un po’ come il Taoismo e il Buddismo, anche lo Gnosticismo si configura come una religione profondamente personale, che pone al centro le esigenze del singolo e si prepara ad insegnargli come rispondere alle domande fondamentali della Vita, senza avere la presunzione di fornire risposte preconfezionate. Sarà compito precipuo dell’adepto quello di scoprire le proprie attraverso lo studio e la ricerca interiore. Per questo motivo, più che una religione vera e propria, lo Gnosticismo spesso viene assimilato ad una corrente filosofica. In realtà si tratta di una peculiare forma di Cristianesimo le cui radici affondano nelle terre degli antichi popoli della mezzaluna fertile, la Mesopotamia.

La prima cosa che lo Gnosticismo ci chiede di fare è di rispondere ad un quesito: “Com’è Dio secondo me? Lo sento nel mio intimo?” Non sono domande da poco. C’è una differenza tra ‘credere’ e ‘avere fede’; noi non ci vogliamo fermare alla semplice credenza, a questo mondo si può credere a qualsiasi cosa, noi vogliamo avere fede. La fede non ha necessariamente un oggetto, o almeno quest’oggetto non deve necessariamente essere individuato. Avere fede, nel contesto religioso, significa percepire l’esistenza di qualcosa di ulteriore rispetto a ciò che ci dicono i sensi, avere l’intuizione di un qualcosa che è naturale, ma che non siamo ancora in grado di cogliere a causa della limitatezza della nostra condizione umana. Lo Gnosticismo, come una qualsiasi altra religione onesta, inizia chiedendoti se hai fede, se senti in maniera diretta che la realtà non si esaurisce in ciò che vediamo e che, probabilmente, c’è un significato nascosto da scoprire. Se la risposta sarà affermativa, si potrà proseguire e iniziare la ricerca della Verità.

Lo Gnosticismo ci dice che Dio racchiude in sé ogni cosa; egli è allo stesso tempo creatore e creatura, natura naturans e natura naturata, il principio e la fine, per cui se il fine ultimo è conoscerlo ci si apriranno diverse strade per farlo. Ogni campo del sapere umano diverrà una porta per scoprire Dio, e siccome anche noi partecipiamo della sua essenza, conoscendo noi stessi conosceremo lui e viceversa. Da ciò potete ora comprendere l’importanza che questa filosofia conferisce all’adepto e alla ricerca interiore.

 

“Dio disse a Mosè: “Io sono colui che sono”. Poi disse: “Dirai così ai figli d’Israele: Io-Sono mi ha mandato da voi” (Esodo 3:14)

Dio si rivela immediatamente come quella cosa che viene chiamata col verbo che individua la pura esistenza, il verbo essere. Dio è l’intera esistenza e parlare di lui, concepirlo in toto, significa parlare dell’esistenza nella sua forma più alta ed allargata. Lo Gnosticismo ci dice che siamo qui per comprendere questa grande Verità nella sua pienezza. Lo Gnosticismo, la Gnosi, etimologicamente rinviano alla parola greca γνῶσις che significa appunto “conoscenza, conoscere”. Come ho scritto inizialmente, lo Gnosticismo è molto più antico di quel che si possa pensare, questo perché nel corso delle epoche storiche è sempre riuscito ad evolversi, assimilando ciò che delle altre religioni poteva risultare costruttivo per il suo miglioramento. La Gnosi trova nel Cristianesimo solo uno degli ultimi tasselli e nemmeno l’ultimo; prima di lui vi furono lo Zoroastrismo, i culti assirobabilonesi, la religione egizia, l’ebraismo. Su queste basi si sviluppò il messaggio di Gesù, arricchendo una volta di più un sistema di pensiero fortemente sincretico.

La parola del messia venne fatta propria dallo Gnosticismo ed esso si rifiutò, più tardi, di assorbire le successive manipolazioni fatte dall’uomo. Come saprete, la Bibbia che leggiamo oggi è il risultato di un’infinita rielaborazione messa in atto dalla Chiesa per adeguare lo strumento ai suoi fini non solo spirituali, ma soprattutto politici e di controllo sociale. Vi riporto solo uno degli esempi più significativi al riguardo: la scelta di riconoscere come autentici soltanto 4 dei 26 Vangeli ad ora conosciuti. Avete mai sentito parlare dei Vangeli Apocrifi? Ebbene, grazie ad un singolare ritrovamento archeologico nell’isola di Nag Hammadi nel 1945, abbiamo potuto constatare l’esistenza di altri Vangeli oltre a quelli canonici di Marco, Matteo, Luca e Giovanni. La storia ci ha dunque consegnato molti più scritti attribuiti agli Apostoli rispetto a quanti invece vengono generalmente riconosciuti – si pensi, per esempio, al Vangelo di Giuda o addirittura a quello della Maddalena, la cui figura si tinge qui di sfaccettature completamente nuove e rivoluzionarie.

Vi è stato un momento in cui le alte cariche ecclesiastiche si sono sedute attorno ad un tavolo e hanno deciso cosa tenere e cosa scartare in vista della creazione del Cristianesimo. Oggi, quindi, un numero consistente di persone credono in un libro che reca delle verità rimaneggiate e aggiustate per l’interesse religioso e temporale. Lo Gnosticismo, nella ricerca della Verità, tiene conto di tutto questo e cerca di ricostruire il messaggio originale di Cristo attraverso la disamina filologica e scientifica delle fonti storiche in suo possesso. Ad ogni adepto spetterà il compito di compiere questa ricerca per giungere alla comprensione della Verità e arrivare all’Illuminazione. Ognuno, infatti, non può che imparare attraverso l’esperienza diretta. Gesù, del quale abbiamo parlato qui in maniera abbastanza diffusa, viene considerato il primo uomo ad aver scoperto di essere Dio ed il primo Illuminato della storia; per questo riveste un’importanza tale per lo Gnosticismo. Tutti noi possiamo arrivare all’Illuminazione, scoprire di essere Dio, e Gesù per chi professa e pratica lo Gnosticismo è il primo uomo ad essere riuscito a farlo.

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