Un viaggio nel mondo del Marketing

 

Ben ritrovati carissimi! Prosegue il nostro viaggio nel mondo del Marketing a fianco di Larin Agency col prof. Alberto Nalin. Il nostro obiettivo? Creare una campagna di comunicazione efficace!

Nella puntata precedente abbiamo ‘impostato’ la forma mentis corretta, sfatato un paio di miti e fissato alcuni concetti fondamentali, primi fra tutti che fare marketing richiede duro lavoro, onestà e attitudine all’ascolto.

Con l’articolo di oggi inizieremo ad affrontare l’analisi del contesto e in particolare il pubblico.

Analisi del contesto

Su questo Alberto è stato chiarissimo: prima di avviare una qualsiasi campagna di marketing bisogna analizzare il contesto. Esattamente come farebbe uno straniero che approccia un territorio inesplorato, dobbiamo analizzare azienda, pubblico, prodotto, territorio, competitors e canali di comunicazione.

Compiendo quest’analisi eviteremo di parlare a tutti nello stesso modo, di diventare autoreferenziali e copiare i nostri competitors, obbligando i clienti a scegliere unicamente sulla base del prezzo.

Il cliente

Il consumatore nel tempo si è evoluto: da fruitore passivo di pubblicità è diventato un individuo informato ed esigente; oggi pretende di interagire col brand di riferimento, ricerca attenzione e risposte chiare, un rapporto basato sulla fiducia e l’onestà.

Per questi motivi possiamo dire che oggi fare marketing significa creare una relazione human to human.

 

Costruire un pubblico

Il pubblico è costituito dai destinatari della mia comunicazione e con loro devo instaurare una relazione duratura nel tempo e basata sulla fiducia. Per riuscire ad intercettarli devo conoscerli perfettamente (sapere quali sono i loro bisogni, le motivazioni che li inducono all’acquisto, se sono maschi o femmine, l’età, il reddito e mille altre cose). Sappiamo bene che gli acquisti d’impulso sono pochi e comunque non replicabili, per cui è fondamentale creare empatia col cliente ricorrente e riuscire a mantenerlo interessato nel tempo.

Per conquistarlo devo fornirgli un’esperienza di qualità e superare le sue aspettative, anche con piccoli gesti. Il mio obiettivo è il primato nella sua testa, in modo tale che mi cerchi istintivamente nel momento in cui dovrà soddisfare un preciso tipo di bisogno.

Devo quindi crearmi le personas: lo stereotipo del mio cliente abituale, una persona con tanto di volto, nome e cognome, una vita familiare, degli interessi. Ribadisco che devo sapere tutto di lei per comprendere il suo modello comportamentale e poter basare su di esso la mia strategia di vendita.

 

Fiducia

Ho accennato a questo concetto, come mai? Semplice: non è possibile fare marketing se si parte da una fan base di clienti insoddisfatti. Come il passa parola è la pubblicità migliore che si possa avere, allo stesso modo malelingue e recensioni negative possono arrecare gravi danni all’immagine del brand. Per questo motivo bisogna proporre un prodotto di qualità che non deluda i consumatori, gestire al meglio le eventuali problematiche post acquisto, cercare di recuperare i clienti che per qualche ragione si sono allontanati.

Eviterò quindi un ritorno negativo di immagine e riuscirò addirittura a costruire una case history di testimonianze positive.

Ma come si fa a gestire il cliente affinché da semplice sconosciuto diventi addirittura un mio ambasciatore? Anche in questo caso non ci si può improvvisare, bisogna avere chiara in mente una strategia, perché si tratta di un itinerario che richiede tempo, impegno e risorse economiche. Ma state certi che se rispetteremo la ricetta non potremo che avere un ottimo risultato! Ci vediamo la prossima volta con il FUNNEL!

Articolo pubblicato su UCT – Uomo Città Territorio – n° 524 – mensile trentino di divulgazione.

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