Amare: azione non disponibile

 

Short story pubblicata sul mensile “UCT, Uomo Città Territorio”, numero di Dicembre 516 

Amare: azione non disponibile

Io non ti amo”, le disse.

Anna sgranò gli occhi, sentendo riecheggiare nella testa le parole appena udite. ‘Io non ti amo’, si ripetè sconcertata. Com’era possibile? Assurdo. Incomprensibile.

Loro due si erano visti per la prima volta poco più di un mese prima. Anna lo aveva ricevuto a casa sua in pronta consegna dopo averlo acquistato su Amazon durante la settimana del Black Friday. Era da tanto che l’idea di acquistarne uno la incuriosiva, ma mai avrebbe immaginato che l’avrebbe fatto davvero. Poi, durante un mercoledì pomeriggio di noia, le era caduto l’occhio sul banner colorato di un sito: la promessa di essere felice grazie ad un ragazzo tutto per lei e un coupon col 40% di sconto avevano fugato i dubbi residui.

Si trattava di un robot umanoide, modello 2030, uno degli ultimi rimasti della serie estiva. A livello fisico era altamente personalizzabile, così come il software che sovrintendeva al funzionamento intellettivo. Erano previste 150 variabili comportamentali che andavano a determinare la personalità dell’androide grazie ad un complesso algoritmo. Ad ogni variabile, come ‘odio’, ‘amore’ o ‘generosità’, veniva attribuito un valore da 1 a 10; l’utente aveva la facoltà di scegliere in maniera del tutto libera i parametri fondamentali, quelli che quindi sarebbero rimasti pressoché immutati nel tempo. Gli altri, che diventavano automaticamente di secondaria importanza, sarebbero partiti dal valore impostato per poi variare autonomamente, per consentire al sistema una maggiore coerenza strutturale. Per lo stesso motivo non era consentito attribuire connotati caratteriali o valoriali in antitesi tra di loro.

Così Anna, nel momento in cui si trovò a settare le impostazioni base dell’androide, fece il possibile per seguire le istruzioni e non commettere errori.

 

Da allora era trascorso pressoché un mese e lui, quella sera, le aveva proposto di andare a cenare in un ristorantino vicino a casa. Il tempo era trascorso velocemente, mangiando e bevendo allegramente; una volta finito, le aveva proposto di fare una passeggiata e l’aveva condotta sotto le fronde delle querce. I rami semispogli frusciavano al passaggio della brezza serale. Anna era felice, si sentiva bene, era convinta che con lui tutto sarebbe andato nel modo giusto, che comprarlo era stata un’ottima scelta, perché con nessun altro sarebbe stata capace di vivere dei momenti così belli. Lui, col suo arrivo, le aveva trasformato la vita, l’aveva resa migliore.

E mentre vagava ingenua nei suoi pensieri, lui si fermò appoggiandosi al bordo di una ringhiera, intento a contemplare la luna che si stagliava nel cielo autunnale. Quando si voltò verso Anna mostrò un’espressione fattasi improvvisamente più cupa e disse:

Io non ti amo.

Dal nulla, improvvisamente, senza nemmeno un preambolo. Io non ti amo. Gli occhi di Anna si spalancarono con la stessa velocità con la quale il suo cuore andò in frantumi. ‘Anche tu?’, pensò dentro di sè la ragazza, sentendosi tradita da colui che aveva eletto personalmente come compagno di vita. Lui che avrebbe dovuto essere diverso, che avrebbe dovuto capirla meglio degli altri! Solo lui avrebbe potuto farlo… E allora perché? Forse un errore di sistema. Un bug, una falla nel software, perché alla voce ‘affezione per il proprio account’ lei aveva messo 10, il massimo. Lui avrebbe dovuto amarla!

Non mi ami… Caspita, detto così, a bruciapelo…

Mi hai impostato così…

Un silenzio imbarazzato piombò tra di loro, interrotto soltanto dall’eco lontana di qualche automobile di passaggio.

Io non ti amo, Anna. Non posso.”, riprese lui per spiegare meglio le sue ragioni. “Mi hai voluto in modo che fossi simile ai tuoi eroi, i protagonisti dei romanzi d’amore che eri solita leggere tanto tempo fa. Ricordi? Si trattava di uomini buoni, amanti del bello, gentili e sinceri… Mi hai voluto come loro e così in effetti sono diventato. Sulla base del tuo desiderio il mio essere si è plasmato per compiacerti… Purtroppo, però, è accaduto un fatto che non avresti potuto prevedere. Nel rendermi tale, mi sono accorto che non avrei potuto amare una donna come te. Anna, sei un essere umano. Hai le tue altezze, ma hai anche le tue bassezze. Sei piena di contraddizioni. Durante il mese trascorso in tua compagnia ti ho vista comportarti in molti modi, e non ho potuto evitare di biasimarti quando hai preferito essere cattiva, a tratti crudele, nella tua quotidianità. Per voi uomini è normale e non voglio nemmeno giudicarti per questo.

Si zittì un momento, come se fosse stato in dubbio nel proseguire.

Ma sopra ogni cosa, Anna…”, continuò lui cercando di simulare una cortesia che non gli era propria, “considerando proprio i valori morali che mi hai dato, nonostante io sia quello che sono, non riesco ad amare una donna che ha preferito l’amore simulato di una macchina a quello di un altro essere umano.

Le sue labbra si serrarono, mentre gli occhi vigilavano pronti a cogliere ogni minimo mutamento nell’espressione di Anna. Lei, dal canto suo, non aveva avuto reazione. Il suo sguardo si era semplicemente allineato con una fessura del selciato. Non una parola, nemmeno una piccola increspatura nel suo sorriso. Rimase in quello stato per diverso tempo, poi, come ripresasi da uno stato di trans, lo guardò con noncuranza e aggiunse: “Bene, mi farò rimborsare.

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