Gatto

Buonanotte Dodò

Mi è capitato più volte, leggendo Buonanotte Dodò, di vedermi nel prossimo futuro, seduta accanto al lettino di mia figlia, per accompagnarla dolcemente tra le braccia di Morfeo mentre si immedesimava nella piccola Luce, protagonista del racconto conclusivo dell’opera. Questa la tenera immagine che mi si presentava più frequente, evocatrice di valori quali l’amicizia, il coraggio, l’amore per la vita.

L’autore

Riccardo Riganti, di Varese, nato nel 1976, si è laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano e lavora nel settore delle Relazioni Umane. Info, una volta scoperta, non mi ha affatto sorpresa: il sostrato filosofico infatti si nota, leggendo tra le righe, e consente al lettore di mescolare ai viaggi immaginari delle interessantissime riflessioni sul mondo e le sue profondità. Riccardo ha scritto anche altre opere, come Delirio e Sogno (1998) ed Etere (2002).

Riccardo Riganti
Riccardo Riganti

Il genere

Buonanotte Dodò è una raccolta di 3 racconti di fantasia più o meno lunghi dove il gatto, come personaggio, è il grande fil rouge che li accomuna, ponendoli quindi sotto la stessa cornice. I racconti sono di natura fantastica, si diceva, anche se l’ambientazione si rivela essere estremamente realistica. “Notre Dame” ci parla dell’amicizia tra un giocatore di poker, Lucienne, piagato da una malattia incurabile, e il suo vecchio gatto Callisto, nel ricordo del quale trascorrerà i suoi ultimi istanti di vita. “Willow Springs“, invece, ci conduce a cavallo nella terra dei Cow Boy, a fianco dello sceriffo Pat Gatter, giunto da poco nella cittadina che dà il nome al racconto per arrestare i fuorilegge che imperversano sulla zona. Svolgendo il suo compito di tutore della legge avrà modo di conoscere meglio gli abitanti gatti del luogo e di scoprire le trame che legato assieme le loro vite. “Luce“, il racconto che completa il terzetto, ci parla dell’amicizia tra la bimba inferma Luce e la sua ‘mamma estiva’ Carla, alla quale la piccola è stata affidata per le vacanze dall’istituto dove vive durante il resto dell’anno. La piccola, infatti, rimasta vittima di un incidente, ha perso i genitori. Grazie al suo amore incondizionato e alla sua vicinanza, Carla riuscirà a voltare pagina, a trovare il coraggio per amare ancora.

I racconti, a una prima lettura superficiale, potrebbero sembrare delle favole adatte ad un pubblico infantile se non fosse che, come spiegavo all’inizio, attraverso i dialoghi dei personaggi, i concetti sottintesi o allusivi, e le stesse scene e situazioni che si vengono a creare nelle trame, si vedono emergere tematiche tutt’altro che semplici. Morte, amicizia vera e amicizia di facciata, amore materno, amore per la vita, giustizia, sono solo alcuni dei concetti chiave intorno ai quali l’autore costruisce l’intreccio per proporre o suscitare delle riflessioni nel suo pubblico.

Prendi, per esempio, le persone che ti vengono a fare visita: sono tutte persone che ridono, che gioiscono e che sembrano non avere paura di niente, perché si sono sistemati tutto intorno una lunga cinta di mura, per proteggersi tra loro. Ridono e parlano, ma in verità hanno il terrore di comunicare davvero. E sai perché? […] Perché, per comunicare davvero, dovrebbero togliersi di dosso le maschere che indossano, e ognuno dovrebbe farsi vedere per quello che è realmente.” – il gatto Callisto

Tutti siamo graditi al Signore, si ricordi, Pat. Ognuno di noi Lo glorifica con i talenti che Questi gli ha donato.” – il gatto reverendo Bone

Gatto

Lo stile

Il lessico si adatta perfettamente al contesto, utilizzando la terminologia e i nomi tipici di oggetti o parti di essi che oggi sarebbero di uso poco comune e che rendono ancora più interessante la lettura. In effetti le descrizioni risultano semplici ma specifiche (di ogni mobile sappiamo perfino il tipo di legno utilizzato per fabbricarlo), coinvolgendo tutti e cinque i sensi e contribuendo a rendere scene e personaggi molto vividi, come in una sequenza cinematografica. Sempre parlando del lessico colpisce, strappando ogni volta un sorriso al lettore, la consuetudine di adattare modi di dire e parole per trasporle dal mondo umano a quello dei gatti (es. “sei una persona ingamba” -> “Sei un gatto inzampa”; “gentiluomo” -> “gentilgatto”).

Valutazione finali

Nel complesso la lettura è scorrevole e non banale, buona sia per un pubblico molto giovane, sia per un pubblico più maturo grazie ai diversi livelli di lettura che vi si possono incontrare. Penso che sia un libro che si adatti molto bene alle situazioni: me lo immagino nella borsa per essere letto nei momenti di pausa, come un viaggio in treno, o come passatempo impegnato nei pomeriggi dedicati a se stessi; i bambini possono certamente seguirci ad alta voce mentre acciuffiamo i fuorilegge con lo sceriffo Gatter o mentre ci commuoviamo con Luce e il suo gattino Hariel mentre colgono le stelle dal cielo.

Consiglio Buonanotte Dodò a tutti coloro che cercano una lettura sensibile e divertente, capace anche di farci emozionare fino al pianto. Io, almeno, l’ho fatto per ben due volte. Faccio i miei complimenti all’autore e un in bocca al lupo per il futuro!

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