Cerchi un consiglio? Chiedi alla persona giusta

Hai avuto un’idea brillante? Hai bisogno di una conferma prima di compiere un’azione di qualche tipo? Per esempio, vorresti un parere su com’è venuto il tuo CV da inviare a un’azienda importante, vorresti sapere se la lettera di presentazione risulta scritta bene, ti piacerebbe proporre un progetto per avviare una start up e avresti le carte per farcela ma… hai bisogno di quella piccola rassicurazione per partire con serenità.

Lo capisco, è normale e giusto: anche io chiedo spesso consigli agli altri prima di agire, poiché voglio commettere meno errori possibile, soprattutto quando in gioco c’è il mio lavoro. E allora cosa potremmo fare in questa situazione? Potremmo chiedere per l’appunto un consiglio ma… non a chiunque. E se la risposta è: “Vado a chiedere a una persona per me importante, come il migliore amico o a un parente“, tendenzialmente non mi trovi d’accordo. Ora ti spiego le mie ragioni.

Spesso e volentieri, quando abbiamo un’idea, sarebbe meglio astenersi dal chiedere pareri e andare dritti all’azione. Sarà molto più facile trovare negli altri degli affossatori piuttosto che dei sostegni. I sentimenti di affetto che ci legano alle persone non le rendono automaticamente idonee a darci quel parere e quella rassicurazione della quale andiamo cercando. Se tu avessi un problema idraulico, con la cucina allagata a causa della rottura di un tubo nella conduttura, andresti a chiedere aiuto a tuo figlio di 10 anni? Per quanto ti voglia bene e sia probabilmente interessato a giocare con l’acqua, non dispone dell’esperienza necessaria per darti un valido sostegno o addirittura la soluzione. Probabilmente alzeresti la cornetta del telefono e chiameresti l’idraulico, ovvero un professionista del settore. Allo stesso modo dovremmo mettere in atto la stessa metodica nel momento in cui ci trovassimo nella condizione di cercare dei pareri in settori come quelli sopracitati.

Ti dirò di più. Le persone che compongono la nostra vita e con le quali intessiamo i nostri rapporti familiari e sociali, per quanto ci vogliano bene, non sempre agiscono per il nostro bene. Potremmo imbatterci in un genitore possessivo che teme sotto sotto il nostro allontanamento da casa, dal nido, e che quindi, mettendo inconsciamente il suo bisogno prima del nostro, cercherebbe di sabotare il nostro progetto, smorzandoci l’entusiasmo con un elenco infinito di difficoltà di realizzazione. Potremmo poi avere a che fare con una persona demotivante (per approfondire vi invito a leggere il Libro di Paolo RuggeriToxic People“), abituata a riversare inconsapevolmente sugli altri una grande carica negativa, e il nostro dialogo con lei avrebbe ancora una volta come risultato quello di averci tolto l’entusiasmo di cui avevamo bisogno per agire. E tutto questo senza una reale e oggettiva motivazione, soltanto perché i nostri consiglieri hanno gestito male le loro emozioni nei nostri confronti.

E se anche non ci trovassimo in queste casistiche, peraltro diffuse, potremmo comunque cercare consiglio presso amici e conoscenti poco esperti che, magari con le intenzioni migliori del mondo, potrebbero comunque darci dei cattivi consigli e portarci a prendere delle decisioni sbagliate.

Per crescere e migliorare bisogna chiedere consiglio a chi è esperto della materia, indipendentemente dal ruolo che ricopre nella nostra vita. Chi ha raggiunto dei risultati tangibili in quel settore e parla con cognizione di causa. Chi non solo ci aiuta facendoci notare le aree di miglioramento dei nostri progetti, delle nostre abitudini, del nostro comportamento, ma che si spinge oltre, cercando con noi le soluzioni. Esistono persone che per ogni problema hanno pronta una soluzione, e persone che per ogni soluzione hanno pronto un problema: chi vorresti accanto? Chi credi che ti accompagnerà davvero verso un futuro positivo? Per crescere e migliorare, e raggiungere i propri obiettivi, è necessario imparare a scegliere i propri maestri.

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