Dolomiti Pride

Dolomiti Pride a Trento 2018

Dolomiti Pride

 

Ho vissuto a Trento per un anno e mezzo. I miei conoscenti per descriverla dicevano spesso: “E’ la città del Concilio di Trento, qui la religione cristiana ha sempre avuto un fortissimo influsso e i trentini sono dei ben pensanti.” Tradotto: non ci si deve aspettare di poter  essere fuori dall’ordinario, perché c’è molto bigottismo e pregiudizi.

Considerando questo punto di partenza, sono veramente felice di aver manifestato al Dolomiti Pride, ovvero il primo Gay Pride di Trento!

La sua realizzazione era stata avversata nei mesi precedenti dal presidente della Provincia Ugo Rossi, che l’aveva definita “una parata folkloristica ed esibizionistica”, ma fortunatamente altre personalità del Partito Democratico avevano sostenuto l’evento, sottolineando i valori di uguaglianza e lotta all’omo-bi-transfobia (come l’hanno definita), prima fra tutti proprio Monica Cirinnà, prima firmataria della legge sulle unioni civili approvata esattamente due anni fa: “Tutti i pride sono eventi culturali, chi non li patrocina discrimina e alimenta l’omofobia”. (fonte Il Fatto Quotidiano )

E il Dolomiti Pride ha confermato di essere questo: un momento di allegria, di festa, con una bella nota satirica nei confronti di quella parte della società che ancora pensa, nel 2018, di poter discriminare in base al genere, alle preferenze sessuali, all’appartenenza o meno a determinate religioni.

Papa

Piccolo appunto: normalmente io non scrivo di politica. Perché? Il motivo è che non mi ritengo abbastanza informata per dare opinioni veramente sensate riguardo alle tematiche riguardanti il governo del nostro paese. Al riguardo potrei, come la maggior parte delle persone che aprono bocca, riportare semplicemente quanto detto e ripetuto da altri. Stavolta, però, la materia è differente. Si parla infatti di diritti civili, di diseguaglianze sociali, di etica. E questa, fortunatamente, è meno opinabile.

A questo proposito, purtroppo, devo ricordare di aver letto un avviso per le strade di Trento rivolto ai cittadini. Per il cittadino di Trento 

Non voglio mettermi a commentare ogni singola voce di questo manifesto… Ne citerò soltanto uno, così, perché mi sembra d’obbligo.

Il secondo punto parte con la citazione “Una legge che promuova nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla relazione di genere, l’educazione sessuale e affettiva e al contrasto al bullismo omotransfobico.“, alla quale segue la domanda: “Significa che la PAT dovrebbe avviare in tutte le scuole (dai 3 anni ai 18 anni) percorsi di educazione sessuale anche con l’obiettivo di incoraggiare – indiscriminatamente e precocemente – nelle nuove generazioni lo stile di vita omosessuale?

Io consiglierei alle persone che hanno scritto questo documento di studiarsi un po’ di logica, perché è evidente che le premesse di questo ‘sillogismo’ non conducono agli asserti dedotti da loro. E la mia è una considerazione puramente metodologica, senza andare a scomodare l’etica. Se poi vogliamo fare anche questo, potrei dirne tante. Ma io chiedo: da quando l’informazione e l’educazione fatta bene e non tendenziosa (come quella invece proposta da questo documento appeso per le strade di Trento) è in grado di far male alla persona che la fruisce? L’educazione conduce ad una maggiore consapevolezza di sé e del mondo. Insegnare ad un adolescente (quando mai si è parlato di bambini di 3 anni) cosa sono le malattie sessualmente trasmissibili, come funzionano gli organi sessuali, come si può avere un buon approccio al sesso sia a livello fisico che emozionale, com’è che tutto questo può far male al ragazzo? Penso che sarete d’accordo con me nel sostenere che siano mooooolto più dannosi i programmi TV come il ‘Grande Fratello’, o ‘La Pupa e il Secchione’, dove si presenta un modello di promiscuità, di volgarizzazione, dove si trasmette un certo tipo di modello femminile, di dinamiche malate dei rapporti umani… Eccetera eccetera eccetera   

Insomma, carissimi, se volete alzare muri e dividere le persone, almeno abbiate il coraggio di sostenere le vostre motivazioni descrivendole per quello che sono: pregiudizi senza fondamenta. Veramente, se lo faceste paradossalmente sarei portata a rispettarvi di più. 

Oltre le Mura
Oltre le Mura

Ogni volta che si parla di Gay Pride mi tornano in mente le ore di letteratura greca a scuola, in particolare quelle dedicate alle festività pagane. La nostra Prof. Chiappin ci parlava delle falloforie, processioni solenni in onore di Priapo e Dioniso durante le quali, se non ricordo male, la gente si metteva delle maschere evocative e si trasportavano enormi falli di legno, cantando e ballando allegramente, il tutto come azione propiziatoria nei confronti della primavera che arrivava. Le persone erano felici, si divertivano, creavano rapporti umani e scherzavano con dei simboli che tutto avevano fuorché un’accezione negativa.

E cosa vuole ottenere il Dolomini Pride? L’esorcismo (sorrido nell’utilizzare questo termine proprio in questo contesto) dei pregiudizi, la messa al bando delle idee retrogradi e prive di fondamento propugnate da chi è più interessato ad alzare muri che a costruire ponti. Posso tranquillamente giustificare le religioni che un tempo proibivano determinate cose, perché a ben vedere avevano uno scopo protettivo nei confronti del popolo. Penso all’Islam che prescriveva di non mangiare carne di maiale perché ad un uomo del deserto poteva procurare un infarto, o alla Chiesa Ortodossa d’Oriente che combatteva la Sodomia per evidenti problemi di tipo sanitario. Oggi abbiamo altri strumenti, la tecnologia è infinitamente più evoluta, le persone – si spera, nella maggior parte dei casi sanno come evitare determinati rischi. E allora possiamo smettere finalmente di vedere un nemico dove non c’è e lasciarci andare all’amore, come ci dicono i ragazzi che sabato erano in piazza accanto a me, per celebrare la diversità in tutte le sue forme, in quanto fonte di arricchimento di noi stessi e della società in cui viviamo.

dolomiti pride trento

La manifestazione è partita da Piazza Dante intorno alle 16:00 del pomeriggio ed è stata condotta per le strade di Trento, con il Parco Fratelli Michelin alle Albere come punto d’arrivo. Personalmente ho potuto apprezzare solo la parata, perché la sera sono dovuta andare via, perdendomi la festa con oltre 20 artisti, tra cui Thomas Dill & Alex Tozzo, animazione di Regina Miami e Miss Pomponia. A questo link potete trovare tutti gli enti e onlus che hanno aderito alla manifestazione, condividendo in toto lo spirito, le iniziative e i valori del Dolomiti Pride. Devo dire che sono rimasta veramente soddisfatta sia per la presenza sentita dei manifestanti, davvero moltissimi, sia per i toni che ha avuto! E sono orgogliosa di Trento, che ha voluto far parte del cambiamento culturale che persevera nel tempo, nonostante tutti i suoi detrattori! 

PD

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