Maria Antonietta

La letteratura erotica, ancilla della Rivoluzione Francese

Ricordo ancora il Professor Leo, a tre anni dalla pensione, seduto malvolentieri sulla sedia di scuola, gambe a cavalcioni sulla cattedra. Negli ultimi trent’anni aveva insegnato Filosofia e Storia, e quel giorno, per l’appunto, avrebbe affrontato uno dei periodi più belli e importanti del nostro passato: la Rivoluzione Francese. Per lui si trattava, però, della centesima riproposizione di una lezione trita e ritrita, per noi, invece, la nuova possibilità di prendere un quattro scritto. Come andò? Beh, saltammo a piè pari tutto il capitolo, perché eravamo spaventosamente indietro col programma. Però una cosa rimase nella mia memoria, una frase che solo la mente smaliziata di un prof di filosofia potrebbe dire ai suoi alunni: “La Rivoluzione Francese si fece anche grazie alla letteratura erotica…” Un seme insignificante che venne lanciato provocatoriamente nei nostri terreni incolti e trovò modo di svilupparsi soltanto nel mio giardino. Eccone i frutti.

Madame de Pompadour
Madame de Pompadour

Prima di tutto, due cosette per inquadrare l’argomento. Francia del XVIII secolo (1700 d.c. – tranquilli, è sempre un problema per tutti), Parigi, la monarchia assoluta di Luigi XVI e Maria Antonietta (il contesto storico di Lady Oscar per intenderci). Ora, se vi ricordate il cartone animato, tolti Oscar e André, vi rimangono i rappresentanti dei ceti che costituivano la società dell’epoca: i nobili, quelli che avevano i soldi e trascorrevano le loro giornate nell’ozio e nel lusso; il clero, il solito fan club di Dio; e il terzo stato, il popolo, formato da contadini, braccianti, allevatori, e piccoli commercianti e professionisti, i ‘francesi’ (non si potrebbe ancora parlare di francesi, ma è per capirsi) colpiti veramente da tassazione, calamità naturali, carestia.

Lady Oscar
Lady Oscar

Ora, il povero Luigi XVI si trovò a regnare in una congiuntura storica molto sfortunata: fu l’ultimo regnante dopo una sfilza di inetti, che avevano fatto soltanto una cosa, ovvero riempirsi lo stomaco a spese della popolazione. Versailles, simbolo dell’Ancien Régime, voluta dal Re Sole più di un secolo prima, è costata circa 2.000.000.000.000 di dollari statunitensi odierni sborsati ovviamente dal popolo. Quella popolazione che aveva dovuto sopravvivere nonostante una serie di problemi economici non da poco: la caduta dei prezzi agricoli della viticoltura dal 1778, il decadimento della produzione industriale dal 1786 e la devastazione del bestiame a causa della siccità del 1785. Siccome, poi, piove sempre sul bagnato, nel 1788 l’alimento base per eccellenza, il pane, entrò in crisi a causa di un pessimo raccolto. Il suo prezzo ovviamente aumentò portando la gente alla disperazione.

Se da una parte il popolo, giustamente, si preoccupava di rifocillare lo stomaco, dall’altra, chi poteva fare a meno di preoccuparsi perché favorito dalla sorte, faceva lavorare le cellule grige per avversare il regime. Erano infatti i fulgidi anni dell’Illuminismo, del potere dato alla ragione, nonché degli ideali di uguaglianza di fronte alla legge e di libertà con la L maiuscola. Gli intellettuali dell’epoca volevano rivendicare l’importanza dei diritti umani, via via sempre più chiari nella loro consapevolezza, ma dovevano riuscire a farlo senza esporsi per evitare di apparire dei sovversivi. La storia, d’altra parte, è sempre quella, oggi come allora: se non stai simpatico al potere costituito, sono guai seri, che tu sia un pinco pallo qualsiasi o un Jean-Paul Marat.

Bisognava trovare un modo sicuro attraverso il quale far circolare le idee rivoluzionarie. Ragazzi, la letteratura erotica divenne la risposta ideale! Le autorità li chiamavano  mauvais livres, mentre le tipografie e i distributori li spacciavano per livres philosophiques; si trattava dei libri sprovvisti dell’autorizzazione per essere stampati, dai caratteri licenziosi e a volte osceni, veicolo speciale di ideologie progressiste e liberali. Sulle bancarelle di Parigi, così come nelle vetrine dei negozi o nelle profonde tasche dei gentiluomini, iniziarono a comparire romanzi, opuscoli e libelli dal contenuto erotico o pornografico, nonostante l’accanita persecuzione della polizia.

“Tale numero di mauvais livres, evidentemente – a rendere palese ‘l’esistenza di un pubblico avido di letteratura oscena, diffamatoria e sovversiva’ – sembra aumentare a dismisura con l’approssimarsi della Rivoluzione, se Louis-Sébastien Mercier nel 1786 (con una punta di bigottismo che lascia perplessi in un futuro giacobino) afferma: ‘Queste mostruosità si vedono dappertutto, su ogni bancarella, sui ponti, alle porte dei teatri, lungo ogni boulevard […] più o meno a dieci soldi al pezzo’.”

“I magnifici 7 Capolavori della Letteratura Erotica”, I Mammut, Newton Compton Editori

Questi libri venivano prodotti in gran segreto, a volte perfino al di là del confine, per non esser braccati dalla censura; in Svizzera vi era, per esempio, la Société Tipographique de Neuchatel, attiva da 1769 al 1785, e faceva circolare i libelli in Francia sfidando la dogana di Parigi. Esistevano, a tal proposito, cataloghi e archivi di libri proibiti confiscati dalla polizia.

Per farvi capire l’importanza del fenomeno vi cito solo qualche nome: abbiamo una ‘La Pucelle d’Orléans‘ di Voltaire nel 1777 oppure una ‘Thérese philosophe‘ di Diderot, per rimanere nella prosa d’autore, oppure un ‘Furor uterines de Marie-Antoinette‘ per citare opere di valore letterario più scarso. All’interno del panorama della pornografia filosofica, dove trovano posto diffamazione politica e religiosa, i due termini libertà e libertinismo si connettono in maniera del tutto originale.

Maria Antonietta
Maria Antonietta

Perfino Madame de Pompadour, alla quale il grande Piero Angela ha dedicato un intero documentario, possedeva nella sua biblioteca un esemplare di ‘Histoire de Gouberdon, portier des Chartreux‘, un romanzo di satira sfacciata dei costumi ecclesiastici.

E per tornare alla nostra Thérese philosophe sempre in materia di religione:

“Non esistono culti, perché Dio è sufficiente a se stesso: le genuflessioni, i riti, le elucubrazioni degli uomini non possono aumentare la sua gloria.[…] Tutto è opera di Dio. E’ da lui che riceviamo il bisogno di mangiare, di bere e di gioire dei piaceri”.

In maniera più o meno consapevole, quindi, questi livres philosophiques, questa letteratura clandestina e proibita, contribuì a minare alla base i valori portanti dell’Ancient Régime, colpendo allo stesso tempo politica e religione nel promuovere i nuovi ideali illuministici di tolleranza e libertà. Un nuovo tipo di morale dove soltanto la ragione poteva arrogarsi il diritto di giudicare l’uomo.

Per concludere, la Rivoluzione Francese, ovviamente, si è fatta a suon di spade e ghigliottina, e di certo non sto proponendo la nuova immagine di Robespierre che di giorno incita le folle alla rivolta e di notte si mette a sfogliare libelli proibiti al lume di candela, tuttavia considerate quanto potesse essere inconsciamente educativa per il volgo l’immagine di una donna che, giudicata ingiustamente da un dio tiranno, cercava di sopravvivere sfidando il potere costituito. Donne vessate dal governo o da una casta clericale corrotta che coraggiosamente decidevano di lottare ispirate da ideali decisamente più nuovi e appoggiati dal favore degli intellettuali. Delle vere eroine! Tutto questo deve aver avuto una grande impressione sul popolo e ha sicuramente aiutato la storia a scrivere le pagine indimenticabili della rivoluzione.

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