O dolce e cara Anima mia…

Così ti voglio parlare, o dolce e cara anima mia.

Tu, che per così tanto tempo sei rimasta segregata nell’oscurità di una caverna umida.

Per un tempo che sembrava eterno hai continuato a gemere nel silenzio delle rocce calcaree, alzando preghiere di rimorso ad un cielo insensibile ed immutabile. Ad udirti non vi era nessuno: eri sola.

E proprio la solitudine divenne la tua compagna: un’amica fedele, ma dagli occhi freddi e con una voce vuota proferita da labbra serrate nel ghiaccio. Ella, nel silenzio della sua figura, osservava i tuoi movimenti, ma non ne produceva alcuno.
Da essa volevi scappare, ma il tuo corpo troppo fragile ti impediva la fuga: se fossi caduta a causa di un vento implacabile ti saresti infranta come una goccia di cristallo.

Un giorno, però, la prigione scomparve, e fosti irradiata da una luce purissima che illuminò il tuo essere e ti rivelò per quella meravigliosa creatura che sei sempre stata.
Solitudine scomparve all’istante, sciolta da quel calore improvviso e fosti finalmente libera. Libera di amare le creazioni del mondo, libera di mostrare il tuo sorriso alla vita, libera di cantare nell’immensità del cielo per farti apprezzare dagli animali del bosco.
Povera creatura… non lo sapevi ancora, ma un nuovo Calvario avevi iniziato a percorrere.

Ora ti interroghi, o anima mia, sul significato di ciò che ti è accaduto.

Gli uomini che numerosi popolano la terra, ti hanno delusa profondamente. Ora vaghi di città in città senza nemmeno capirne il motivo; scalza, lasciando, lungo la via che percorri, impronte di sangue. Il tuo corpo è sofferente e grida con forza pietà, offeso da ferite grondanti rosso vermiglio, inferte da mille pugnali diversi. Non te ne sei resa ancora conto? Sei già diventata l’ombra di te stessa e una vecchia amica è tornata a farti compagnia, ma ora non siete così diverse.

O triste anima mia, non biasimare colui che ti inferse impietoso queste ferite, dato che quelle maggiori le ha inflitte a se stesso. Torna, ti supplico, ad avere fiducia negli uomini, confida in una ritrovata grandezza che sorprenderà il tuo cuore sanguinante e ti scalderà nuovamente, come fece quella luce, quel giorno, nella tua disperazione.

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