Tourist Office: la vacanza a portata di click

E adesso cosa facciamo?”, ti chiede la tua ragazza con aria perplessa una volta disfatti i bagagli nell’appartamento prenotato su Airbnb. Avevate programmato di fare una bella scampagnata in montagna, ma purtroppo il tempo vi ha giocato un brutto scherzo. Nuvole nere si addensano su di voi e sulla vostra vacanza. All’arrivo nel locale hai notato la brochure di un evento che animerà il borghetto medioevale da voi scelto, ma sfortunatamente si svolgerà settimana prossima. “Guardo un attimo su Google…”, abbozzi come risposta, sperando intensamente di non aver sprecato soldi e weekend. La ricerca, che fino a ieri abbondava di alberghi e ristoranti, ora ti rimanda soltanto al sito del comune, scarno e poco aggiornato. Dopo un quarto d’ora passato a visionare siti, decidete di visitare il piccolo centro nonostante la pioggia, confidando nell’aiuto dei residenti. Dentro di te sei fiducioso, il tuo migliore amico aveva consigliato il posto per l’aria fiabesca che si respira la sera. Forse non tutto è perduto.

Potresti esserti imbattuto in una situazione simile. Decidi di visitare una piccola meta in pieno sviluppo turistico ma ancora poco nota; arrivi e ti rendi conto di quanto sia difficile reperire le informazioni in loco. E’ un problema comune a tutti quei piccoli centri storici che si sono appena affacciati sul mercato grazie all’utilizzo dei nuovi canali di comunicazione. Essi si stanno adoperando per implementare i loro servizi e la proposta turistica, ma non sono ancora capaci di promuoversi in maniera efficacie, soprattutto nel web.

Di strumenti innovativi applicati al turismo possiamo trovarne un’infinità, tuttavia mi sono resa conto che soltanto una piccola parte di essi promuove il patrimonio culturale e artistico di un territorio per aiutare il turista ad esplorarlo; la maggior parte di essi, in realtà, serve a gestire la prenotazione di alberghi e ristoranti. Così mi sono chiesta quali strumenti poteva mettere a disposizione la rete per colmare questa lacuna.

La risposta mi è arrivata dal giovane Michele Savasta, esperto di Information Technology, nonché responsabile commerciale di FlyWeb srl, web agency importante non solo nel Veneto, ma anche in Trentino-Alto Adige come in molte altre regioni italiane. Il suo contributo si è rivelato importante in quanto egli, assieme al suo team di esperti, si è già confrontato col mio stesso interrogativo fornendo una risposta che ha saputo mettere d’accordo chi fa promozione turistica come chi la fruisce.

Esistono diversi tipi di turismo e quello che si sviluppa grazie alle caratteristiche del nostro territorio è soprattutto di tipo montano, connesso allo sport e alla natura, e quindi di tipo esperienziale, culturale, educativo ed eno-gastronomico, quest’ultimo alimentato dalle pregiate etichette da noi esportate in tutto il mondo. A fortificare l’offerta, già ricca di suo, ultimamente si sono aggiunte le piccole realtà alpine, costituite da borghetti e mete isolate, riscoperte dai giovani grazie ai nuovi strumenti di marketing. Il turismo moderno ricerca la vacanza smart, la gita fuori porta, la meta accessibile e a portata di click! Per questo motivo si rendono indispensabili strumenti innovativi che supportino adeguatamente il turista smart: ne è l’esempio l’app progettata da FlyWeb.

Parliamo di Tourist Office, un’applicazione mobile per dispositivi iOS e Android, che consente di accedere costantemente all’offerta turistica del territorio, mettendo a disposizione dell’utente elenco e mappa dei punti di interesse turistico, eventi ed itinerari ad essi connessi, descrizioni dei monumenti presenti in 9 lingue diverse, audioguide online e offline, geolocalizzazione, condivisione sui social e molto altro.

L’idea è nata considerando le esigenze di un’amministrazione comunale, il cui ufficio turistico era rimasto chiuso proprio nel momento di massima affluenza.” Ci racconta Savasta. “Ho pensato di proporre un’app… poi ho notato che la stessa problematica era condivisa da molti altri comuni e così ho pensato di creare un’applicazione che potesse soddisfarli tutti. L’ho chiamata Tourist Office perché avesse un’impronta istituzionale. All’interno dell’app gli uffici turistici possono caricare il loro patrimonio artistico piuttosto che culturale, sentieri di montagna, eventi e altro. Grazie ad un piccolo contributo annuo le amministrazioni hanno l’opportunità di mettere in vetrina il loro patrimonio turistico e di raggiungere un pubblico che diversamente gli sarebbe rimasto interdetto. La maggior parte delle amministrazioni capiscono l’importanza dell’investimento, poiché comprendono quanto il turismo, che è un prodotto non delocalizzabile, possa rivelarsi un’ottima soluzione per i problemi che devono affrontare quotidianamente. Sappiamo tutti che l’economia globale ha portato ad una concentrazione dell’offerta del settore terziario nelle mani di poche grandi potenze che hanno irreversibilmente cambiato il sistema commerciale delle micro imprese, le quali, soprattutto in Europa, sono sempre state alla base dell’attività economica dei piccoli centri. La mancanza di offerta lavorativa, in aggiunta, sta accelerando un fenomeno migratorio verso le grandi città, creando non pochi problemi demografici ai piccoli comuni. In quest’ottica l’arricchimento dell’offerta turistica e una sua migliore promozione può rivelarsi un valido aiuto.

Viviamo l’epoca del turismo itinerante e noi trentini ne sappiamo qualcosa. Il turista si è abituato a strutturare la vacanza in maniera più complessa, superando la visione comune ed integrandola con continui cambi di percorso che di fatto la rendono un’esperienza in continuo divenire. Il turista vuole informarsi, strutturare l’itinerario, riempirlo di attività, si rende quindi indispensabile uno strumento che raccolga la proposta turistica locale mettendo in vetrina quanto più possibile.
Ricordate l’esempio iniziale dei due ragazzi andati in vacanza? Nel loro caso l’app proposta da FlyWeb avrebbe fatto la differenza, migliorando la loro esperienza turistica, evitando possibili feedback negativi su internet e spingendoli a tornare l’anno venturo.
Penso che questo tipo di idee sia fondamentale per migliorare la resa del nostro territorio e in generale di tutto il comparto turistico. È fondamentale che le piccole e grandi realtà comprendano come sfruttare al meglio le nuove tecnologie ed affidarsi a chi sa come gestirle, dal momento che l’offerta turistica, se non viene promossa, è come se non esistesse.

Articolo uscito sul numero 514 di UCT, Uomo Città Territorio, editoriale ‘Social e dintorni’ dal titolo “Il turista iperconnesso’

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